Pontremoli, veduta panoramica
Nell'anno 1967, un gruppo di amici pontremolesi, amanti della montagna, si riunirono e decisero di costituire una sezione del Club Alpino Italiano
in Pontremoli.
I primi soci fondatori furono:
Angella Luciano, Angelini Antonio, Argenti Mario,Argenti Remo, Argenti Rosanna, Armanetti Ugo, Bertocchi Marino, Bertocchi Giovanni, Bianchinotti Tessuti Ida, Bertolini Andrea, Bertolini Renato, Bocchi Franca, Bocchi Gian Franco, Chiartelli Gian Paolo,
Ciambellotti Franco, Cocchi Pier Luigi, Contigliani Renzo, Fugacci Emilio, Gavaini Giovanni, Gerali Giorgio, Ghelfi Bice, Gianello M.Grazia, Landi Italo, Lorenzelli Mario, Lucii Carlo Ugo, Magnavacca Francesco, Michelotti Giuliano, Nadotti Eugenio, Nadotti
Giovanni, Nadotti Graziella, Necchi Ghiri Luciano, Reggi Renato, Romiti Antonio, Savani Giuseppe, Savani Mario, Savani Maria, Savani Vincenzo, Tamagna Liliano, Tessarolo Bruno, Tessarolo Iolanda, Ventini Renato.
Il primo Presidente della sezione fu Romiti Pier Francesco, al quale è intitolata la Sezione, gli succedette Savani Giuseppe, Cocchi Pier Luigi, Fenucci Emanuele, Antonio Rosa,
Fenucci Emanuele, Fantoni Gianfranco oggi in carica.
La sezione CAI di Pontremoli vede nel territorio di sua competenza, territorio che gestisce assieme alle sottosezioni di Filattiera
e di Bagnone, oltre ad una vasta rete di sentieri e rifugi e tre bivacchi:
- il rifugio Enrico Mattei in località
Prati di Logarghena
- la baita Giulio Tifoni in località Capanne della Rossa
-
la baita Porcili nell'omonima località - sotto sezione CAI Filattiera
- la baita Oriente in località Matale - sotto sezione CAI Bagnone
Tutto ciò viene utilizzato per organizzare escursioni e soggiorni, feste e manifestazioni che offre ai soci e non soci, simpatizzanti
e sostenitori non ché ad altre sezioni ed associazioni.
Con particolare interesse vengono allestiti soggiorni ed escursioni con
i giovani studenti delle scuole locali. Il monte Marmagna, il più alto della nostra zona, che dividiamo con la sezione di Parma, rappresenta un simbolo grazie alla sua grande Croce più che centenaria.